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15/09/2015, 15:39

Almerindo Porfilio, un fenomeno di grande emigrazione - Da Schiavi di Abruzzo a New York

Almerindo Porfilio, a phenomenon of the great emigration - From Schiavi Di Abruzzo to New York City

Il caso di ‘grande emigrazione ‘ legato alla  figura ed alla personalità di Almerindo Porfilio, è un caso paradigmatico di come ‘villaggio locale’ e ‘villaggio globale’ possano intersecarsi, armonizzarsi e precorrere la nostra epoca, costituita dal ‘prima della globalizzazione’.

Almerindo Porfilio nasce nel 1878 in Piazza Purgatorio a Schiavi di Abruzzo (Ch). In piena adolescenza, insieme al padre Settimio (denominato il Pretore per il suo rigore morale) e al resto della famiglia, emigra a New York. Una grossa fetta della popolazione schiavese, in quest’epoca post-risorgimentale, percorre la lunga strada americana, entrando nel magma e nel groviglio italo-americano. Porfilio (ribattezzato in America Portfolio) inizia quella che, nel futuro, diventerà una irresistibile ascesa, facendo lo strillone per le strade di N.Y., del New York Times, il quotidiano più diffuso e il più prestigioso degli Stati Uniti. Ma ben presto, il giovane Port-Folio comincia a dimostrare le sue grandi capacità basate su un’intelligenza viva e penetrante, ed una capacità di lavoro inesauribile. Comincia ad entrare nel ristretto mondo finanziario e borsistico, divenendo un industriale plurisettoriale; si specializza, in particolare, nel settore della grande industria editoriale (fonda, con altri cittadini schiavesi, il quotidiano Il Progresso italo-americano, tuttora esistente) divenendo nel contempo azionista del New York Times. Fonda strutture cooperative di industria pesante, con vaste ramificazioni intercontinentali  con particolari radicamenti in Europa ed entra in diretta concorrenza con Henry Ford. I due modelli organizzativi erano inconciliabili ed incompatibili: il ‘Fordismo’ (mediante le tecniche tayloristiche) è il grande sistema lavorativo strutturato sulla catena di montaggio da un lato e su una rigida gerarchia dispotica, legata al saggio di sfruttamento e di profitto (l’operaio come ‘scimmia ammaestrata’) dall’altro. Il modello di Portfolio, invece, è asimmetrico ed opposto: la gestione ha una duplice coordinazione, tendenziale eguaglianza, democratizzazione di fabbrica e spirito solidaristico ed umanitario. Port-Folio diventa l’anti Henry Ford. Da un lato l’oligarchia del privilegio, dall’altro l’uomo del popolo lavoratore.

Nel corso di questa sua escalation, Portfolio non dimentica le sue profonde radici ossia il ‘villaggio locale’, Schiavi di Abruzzo, anche perché il padre Settimio, stressato dalla vorticosità di vita americana, fa il viaggio di ritorno verso Schiavi dove continuerà a vivere fino alla morte.

Portfolio finanzia l’asfittica amministrazione comunale creando un ponte permanente tra la grande New York e la microscopica Schiavi, e  dopo la prima guerra mondiale, sapendo che il Comune di Schiavi, insieme ad altri, era privo di luce ed acqua, fa costruire a sue spese una centrale idroelettrica. In quell’occasione il paese gli dedica la strada più importante  che prenderà il nome di ‘Corso Almerindo Porfilio’.

Nel frattempo a New York arriva, dopo inenarrabili peripezie, un profugo russo, fuggito dalle carceri siberiane zariste, che ha un nome che diventerà ben presto famoso: Lev Davidovic Bronstein Trocky! Trocky, dopo aver percorso tutta la Siberia in slitta, si imbarca nel porto di Odessa e, attraverso lo stretto di Bering, raggiunge come esiliato, New York.  Per sopravvivere in America deve avere un lavoro e perciò bussa alla porta di Portfolio il quale avendo subito intuito le capacità non comuni , lo nomina amministratore delle sue imprese. L’accordo è conveniente per entrambi, infatti Trocky, con la sua genialità manageriale, fa decollare tutte le attività economico-finanziarie di Portfolio. Ma nel maggio del 1917, Trocky torna in Russia perché, nell’ambito della prima guerra mondiale, si scatena la ‘Rivoluzione Bolscevica’. Diventa il Commissario degli Esteri della Rivoluzione e del nuovo governo e richiede al governo americano Portfolio che diventerà il primo ambasciatore italo-americano in Unione Sovietica.

Portfolio ormai è figura universale, precorritore del mondo globalizzato. Si muove tra America, Russia ed Europa con eccellenti risultati. Ma in questa spirale vorticosa di attività, Portfolio, amatissimo dalla cittadinanza italo-americana, comincia ad occuparsi di prassi politico-amministrativa e presto correrà per le elezioni amministrative in qualità di vicesindaco con delega al bilancio del comune di New York. Il candidato sindaco è un altro italo-americano, di grandi capacità e virtù: Fiorello La Guardia il quale, per una strana coincidenza e per un’ironia paradossale della storia, è originario di Trivento, paese molisano adiacente a Schiavi di Abruzzo. L’accoppiata La Guardia-Portfolio vincerà a grande maggioranza le elezioni, dando vita ad una struttura amministrativa che farà di New York, già immensa metropoli, la città più importante al mondo. Questa amministrazione resterà negli annali storici come una delle più efficienti, oneste, trasparenti, della storia americana.

Portfolio, per conflitto d’interessi, deve liberarsi delle sue aziende (dato il criterio di incompatibilità con il ruolo di Tesoriere-ViceSindaco) e le darà in concessione incondizionata ai lavoratori che per lui sono, soprattutto, amici.  Questa operazione dimostra il livello di ‘illuminismo liberale’ di Portfolio, la sua concezione dell’azienda come ‘famiglia allargata’.

Nel frattempo si scatena la seconda guerra mondiale, la Germania nazista occupa militarmente buona parte dell’Europa, mentre l’America sta per entrare in guerra contro il Giappone e l’Asse Roma/Berlino. Il Presidente americano Roosevelt incarica Portfolio di una missione delicata ma virtualmente impossibile: staccare l’Italia fascista dalla Germania nazista ed inserirla nell’orbita anglo-americana. Portfolio condurrà lunghe e riservate trattative con il dittatore italiano Benito Mussolini, ma la sua pur brillante azione diplomatica non avrà successo. L’Italia mussoliniana rimarrà fino alla fine agganciata al regime nazista fino a quando , in pieno crepuscolo degli dei, Germania nazista ed Italia fascista rotoleranno nella polvere. Portfolio fallirà l’impresa di salvare l’Italia dalla disintegrazione, ma il suo antifascismo rimarrà come simbolo e sigillo di libertà e di democrazia.

Colpito, in età avanzata, da diverse patologie, Portfolio si spegnerà nei sobborghi di New York nel gennaio del 1966. La sua tomba è vicina a quella di Fiorello La Guardia ed in eterno saranno insieme.

Pasquale Falasca

 

Almerindo Porfilio, a phenomenon of the great emigration.

From Schiavi Di Abruzzo to New York City.

The case of the great emigration is strictly linked to Almerindo Porfilio’s personality: it’s a perfect example of how local village and global village can fuse, synchronize, merge together and make it through our era.

Almerindo Porfilio was born in 1878 in Piazza Purgatorio, Schiavi D’Abruzzo  main square. In the middle of his adolescence he moves to New York, entering the big mess of italo-american tangle. Porfilio (which gained the nickname of Portfolio) begins what in the future will be something great by getting hired as a newspaper seller for the New York Time. Soon, Port-folio starts to show his skills by taking advantage of his intelligence and his work ability. He enters the financial world and specializes into the publishing industry. He founded a few cooperatives of heavy industries and began a great competition against Henry Ford. In fact, the two organizational models were completely different. Too different. Ford’s one was all about the worker as a “trained monkey”, his exploitation. A rigid hierarchy linked to the main goal: profits despite everything (and everyone) else. Portfolio’s one, as instead, was literally anti-Ford. All about democracy into the factory, tendency to equality, coordination and cooperation.

Anyway, Porfilio doesn’t forget about his origins, Schiavi D’Abruzzo, even because his dad, Settimio, stressed by the chaotic life of the Big Apple, decided to come back there, in Italy, until his death.

Portfolio creates a big, metaphorical bridge between New York City and Schiavi D’Abruzzo and, after the first world war, knowing that his land was without light and water,  decided to build with his own savings a hydroelectric plant. In that occasion, the major names the main street of the hamlet after him: “Almerindo Porfilio Boulevard”.

In the meanwhile, in New York, emigrates another refugee: Lev Davidovic Bronstein Trocky. To survive in America he had to find a job, and that’s why he knocked at Porfilio’s door. Portfolio immediately recognizes his skills and hires him as administrator of his businesses. As result, all his activities start to grow big, until May 1917, when Trocky comes back in Russia because of the Bolshevik revolution. There he becomes Commissioner of Foreign Affairs of the Revolution and makes Porfilio the first italo-american ambassador in the Soviet Union.

Here Portfolio gets into politics, becoming deputy mayor of New York being elected with the major Fiorello La Guardia, casually and ironically native of Trivento, small city right next to Schiavi D’Abruzzo. That is the period which is most known for the most efficient, honest, clear and right administration of the city.

Because of that, Porfilio had to get rid of all the other activities he used to manage, and decided to give them with unconditionally grant to his workers. More like a “bigger family”, for him.

Meanwhile, here comes the second world war. Germany occupies most of the Europe and America conflicts against Japan and Rome-Berlin. Roosevelt decides to charge Portfolio with an extremely important mission: divide the fascist Italy from the nazi German, to put it around the Anglo-American orbit. Sadly, even though he could have been the right man, he doesn’t succeed in that mission and the fascist Italy goes along with the Nazis until its own disintegration.

Later on, in older age, badly sick, Porfilio passes away in NYC suburbia in January 1966. His grave is next to the Fiorello La Guardia’s one, and they will rest together forever.

Traduzione Alex Capuano