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30/12/2015, 16:44

Capodanno...

...tra storia e curiosità

Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre, seguaci dei druidi, avevano l’usanza di festeggiare il passaggio al nuovo anno. Per i Babilonesi il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera. Ma come si è arrivati a festeggiare il nuovo anno il 1° Gennaio? Fu Giulio Cesare, nel 46 a.c. a creare il ‘calendario Giuliano’ che stabiliva che il nuovo anno iniziava il primo gennaio. I Romani, in quel giorno, usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti strenne, come augurio di fortuna e felicità. Il nome ‘strenna’ deriva dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: ‘Strenia’, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul monte Velia. La dea era apportatrice di fortuna e felicità.

Durante il Capodanno, in diverse regioni d’Italia, vengono rievocati i prodigi. A Pettorato sul Gizio, in provincia dell’Aquila, vi è la credenza che, nel preciso momento in cui scocca la mezzanotte, l’acqua del fiume si arresti e diventi d’oro, e subito dopo riprende a scorrere come prima. Una donna, ignara del prodigio, si trovò ad attingere proprio in quell’attimo e invece dell’acqua portò a casa la conca piena d’oro.

Non mancano, naturalmente, superstizioni e credenze popolari.  La superstizione nella civiltà contadina era una forma di interpretazione magica della realtà, che valutava eventi, azioni o fenomeni come rilevanti ed efficaci a modificare negativamente o positivamente il destino.
Essa operava mediante varie forme : analogia, antipatia, coesistenza, contatto, dipendenza, repulsione, somiglianza.  Superstizioni di magia simpatica consistono nel credere d’impazzire se si mangia la testa dell’oca, e nel convincimento che posare il pane capovolto sulla mensa, rovesci  gli interessi della famiglia. A motivi di buon comportamento si riconduce l’idea che porti male il mescere una bevanda o il porgere un piatto con la mano sinistra. Invece porterebbe bene rovesciare il vino, se poi ciascuno dei commensali v’intinge il dito e si bagna la nuca per essere partecipe di un’immancabile fortuna.

Molti sono i rituali propiziatori da fare nella notte di San Silvestro. Innanzi tutto, occorre mangiare molte lenticchie perché portano soldi. In Val d’Aosta, nelle Marche mentre scocca la Mezzanotte è di buon augurio mangiare 12 acini d’uva nera, mentre in Toscana, Umbria e Romagna va bene l’uva di qualunque colore o altra frutta che si sgrana, come il melograno. In Abruzzo, a cena, non debbono mancare 7 minestre di 7 legumi diversi, anche loro portatrici di ricchezza. Lo zampone e il cotechino sono  il simbolo dell’abbondanza, infatti mangiare queste due pietanze a capodanno promette un anno ricco e fortunato. Altro elemento fondamentale del cenone è la frutta secca, simbolo di prosperità. Indispensabile ,ovunque, il brindisi con lo spumante o del vino frizzante che, stappato a mezzanotte esatta, faccia il botto: questo rumore, come quello di petardi e similari serve a scacciare gli spiriti malevoli. Ed ancora… fare entrare in casa, dopo la mezzanotte, un prete o un uomo molto alto dai capelli neri porterà fortuna alla casa per tutto il nuovo anno. Appendere del vischio sulle porte, allontanerà gli spiriti maligni dalla casa.

L’anno nuovo è arrivato e se uscite di casa non fatelo mai con le tasche vuote, ma con qualche soldo. L’usanza afferma che, così facendo, l’anno appena nato non sarà "magro" e mai negare un prestito di denaro chiesto a Capodanno, il denaro prestato torna indietro centuplicato. (…opinabile!)

Redazione