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25/10/2015, 21:33

La castagna, regina dell'autunno

La castagna prende il suo nome da Castanea  un’antica città della Tessaglia, regione settentrionale della Grecia, che sorgDipinto di Jean Piere Houeleva al centro di estesi castagneti. Le prime testimonianze scritte risalgono  al IV sec a.C con Senofonte  che la definisce l’ ‘albero del pane’.  In Sicilia  c’è un castagno plurimillenario, la cui età va dai due ai quattromila anni e  si trova nel Parco dell’Etna, nel bosco di Carpineto in territorio del comune di Sant’Alfio (Ct). E’ considerato il più antico d’Europa ed il più grande d’Italia: misura infatti 22 mt di circonferenza per 22 mt d’altezza. Nel 1965 l’albero fu espropriato e dichiarato monumento nazionale. Si narra che la Regina Giovanna I d’Aragona con al seguito cento cavalieri e dame, coi loro cavalli, fu sorpresa da un temporale durante una battuta di caccia nelle vicinanze dell’albero e proprio sotto i rami trovò riparo con tutto il numeroso seguito. Il temporale continuò fino a sera, così la regina passò sotto le fronde del castagno la notte in compagnia, si dice, di uno o più amanti fra i cavalieri al suo seguito. Per questo motivo è stato chiamato il castagno dei cento cavalli. (Dipinto di Jean Piere Houel)

 

 

Frutto molto nutriente e ricco, è definito  "frutto naturale", il suo riccio infatti la protegge dai trattamenti chimici rendendo così la sua produzione agricola una produzione biologica. Il suo albero è possente e maestoso,  dona longevità e determinazione, e conserva l’aroma del bosco.

Sul guscio che protegge la castagna esiste una leggenda:  In un piccolo paese di montagna gli abitanti erano molto poveri e non avendo di che mangiare si rivolsero a Dio pregandolo di dar loro qualcosa per sfamarsi. Il buon Dio sentite le loro preghiere diede loro una pianta da cui poter raccogliere frutti nutrienti, il castagno; ma il Diavolo visto quello che Dio aveva fatto, per impedire che la gente potesse raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso. Presi dallo sconforto gli abitanti del piccolo paese ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli sceso in mezzo a loro fece il segno della croce: i gusci spinosi come per miracolo si aprirono, e da quel giorno, quand’è periodo, i frutti di questa pianta si aprono a croce.

Contiene molte fibre, utilissime per l’azione benefica che esercitano sulla microflora batterica e nella prevenzione dei problemi di stipsi e dei disturbi gastrointestinali, molti sali minerali, quali fosforo, potassio, magnesio, sodio e calcio, e una buona quantità di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, che contribuiscono al corretto funzionamento del sistema nervoso, del sistema immunitario e dell’apparato cardiocircolatorio. E’ un caposaldo della tradizione gastronomica dove spopola in sagre e feste di paese a lei dedicate oltre ad essere un cibo rituale  sempre presente come legame perenne nella Festa di Halloween (31 Ottobre), nella Sera di Ognissanti (1 Novembre) ovvero la Commemorazione dei Defunti (2 Novembre), nel giorno di San Martino (11 Novembre) accompagnate con il Vino novello.

L’albero del pane vanta anche ecomusei sia in Piemonte che in Toscana dove attraverso una serie di spazi ed architetture è possibile ripercorrere un viaggio intorno alla ‘civiltà del castagno’

 

 

 

Franca Nocera