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07/08/2018, 12:46

La tangibilità del Kaos, Carlo Miscischia lo spirito creativo!

‘Caos il vuoto primordiale, una specie di gorgo buio che risucchia ogni cosa in un abisso senza fine paragonabile a una nera gola spalancata. Il termine greco antico "Chaos" viene reso come "Spazio beante", "Spazio aperto". Il buio anteriore alla generazione del cosmo da cui emersero gli dèi e gli uomini. Grande disordine, confusione, di cose o anche d’idee, di sentimenti.’

Il buio che risucchia ogni cosa….perchè il Kaos Carlo era capace di creare il buio attorno a sè in occasione di un evento o simposio, dove nessuno era a conoscenza del suo creato fino a quando non si apriva il sipario,  risucchiando tutti quegli ingredienti necessari per esprimere al meglio la sua arte culinaria. Quel buio anteriore alla generazione di portate che hanno deliziato palati di addetti al settore e non. Nella mente del Kaos c’era uno ‘Spazio beante, uno Spazio aperto dove l’idea, l’immagine si concretizzava attraverso le sue mani. C’era passione, entusiasmo, amore per la vita, per le piccole cose, per l’amicizia. Generoso e sempre disponibile, caparbio e concreto, ma soprattutto un gran signore.  Nel  Kaos tangibile della sua Punto bordeaux c’era tutto il suo mondo e tutto trovava e tutto realizzava. Un amico per molti ma non per tutti! Uno, fra tanti, Franco Di Nucci dell’omonimo Caseificio di Agnone, il 5 agosto, ha dedicato la biblioteca tematica a Carlo Miscischia che donò, a suo tempo, preziosi libri dell’arte culinaria, nonché una lettera scritta da suo zio al padre Augusto da cui trae origine, involontariamente,  il caciosalame, oggi riprodotto dall’azienda Di Nucci. 

Bello è immaginare Carlo che aleggia  nei dipinti naif dell’artista molisano Ugo Martino che ha inaugurato la personale al Museo Di Nucci. Colori vivi, paesaggi naturalistici che evidenziano la semplicità dello scorrere del tempo. E Carlo c’era….nell’opera  artistica di Hen-ZO suo grande amico dal vivo e su quadro,  seduto in poltrona (cavalletto) ad attendere che la targa venisse scoperta da Michela Miscischia, donna adorabile, sensibile, semplice proprio come lui.

Germano Labbate dice di lui: ‘Un amico che non si stupiva mai, ma sapeva sempre come stupire’

 

 

 

 

Franca Nocera