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11/01/2018, 18:49

Street food contadino.

 Il via libera della legge: gli agricoltori potranno vendere prodotti cucinati e trasformati. Il comma 499 della G.U. della L. n 205 del 27/12/17 prevede delle misure per la valorizzazione del settore agricolo. Gli agricoltori, infatti, avranno l’opportunità di vendere direttamente al consumatore prodotti trasformati e cucinati anche in modo itinerante. Da qui lo street food  contadino. Oggi molti preferiscono nobilitarlo con l'etichetta street food, di fatto allontanando la tradizione del cibo di strada da quelle che sono le sue origini sul territorio italiano, legate a doppio filo alla cultura rurale che accomuna la Penisola nell'arte di sapersi “arrangiare” con gli ingredienti a disposizione. La misura salutata con grande soddisfazione da Coldiretti (ad annunciarla in occasione dell'Assemblea nazionale di fine anno è stato il presidente Roberto Moncalvo) fa parte di un più ampio pacchetto di norme dedicate al settore agricolo, con importanti novità in materia di decontribuzione per i giovani agricoltori, bonus  e sterilizzazione delle aliquote Iva. Ma quello che più balza all'occhio è il via libera allo “street food contadino”: dal prossimo anno, infatti, agli agricoltori sarà consentito vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, dalla polenta fritta veneta alle olive all’ascolana, dalle panelle siciliane ai peperoni cruschi lucani, dagli arrosticini abruzzesi ai frullati della salute direttamente dal produttore al consumatore, anche in forma itinerante.

I tempi cambiano, e per quanto si possa andare avanti con la tecnologia, che ben venga, c’è quel quid che non può essere stravolto, bensì riportato così com’è: la tradizione che non conosce intermediari. Quella dello street food è una tendenza in costante ascesa che vede in media un italiano su due alle prese con il cibo di strada. “Ora” – spiega la Coldiretti – “sarà finalmente possibile farlo acquistando direttamente a chilometri zero dagli agricoltori e dagli allevatori a garanzia della genuinità e della qualità ma anche del rispetto degli ingredienti e della vera tradizione enogastronomica made in Italy”. Un modo, quindi,  per regolamentare una pratica di fatto già diffusa nei mercati contadini itineranti, che sempre più spesso espongono sui banchi prodotti trasformati e cucinati accanto ai prodotti della terra, per incontrare le esigenze di un pubblico più numeroso.

Franca Nocera