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29/11/2017, 17:12

Il riconoscimento “Monongah” a Geremia Mancini

Autore di pagine di personaggi ‘sconosciuti’ abruzzesi e molisani

Erano le dieci e trenta del mattino del 6 dicembre 1907, quando la miniera di carbone e ardesia di Monongah saltò in aria. In quel momento c'erano dentro quasi mille persone, moltissimi italiani. Sopravvissero in cinque. Estraevano carbone e ardesia. Ci lavoravano grandi e piccoli. Ogni uomo regolarmente assunto e con il bottone di ottone, che riportava la sua matricola, appuntato sul petto portava con sè almeno due aiutanti, erano adolescenti o bambini, la loro discesa sotto terra non era registrata da nessuna parte. Fu il più grande disastro minerario della storia americana. E di quella italiana. 171 dei morti riconosciuti erano emigrati dal nostro Paese. Ben 87 venivano dal Molise, poi dalla Calabria, dall'Abruzzo e dalla Campania.

Sabato 25 novembre a Campobasso, presso il Liceo Scientifico “A. Romita”, si è tenuta una toccante commemorazione delle vittime della “Tragedia Mineraria di Monongah” . L’evento è stato promosso da Gianni Meffe, presidente  dall’ Associazione Culturale Monongah. Dinanzi a una numerosissima platea di studenti, attenti ed interessati, sono intervenuti: il Consigliere Regionale del Molise Nico Ioffredi, l’Avv. Maria Domenica D’Alessandro e Geremia Mancini, presidente onorario dell’Associazione Culturale “Ambasciatori della Fame”, al quale è andato un riconoscimento con la motivazione: “Per l’impegno e la passione con cui, sfogliando tra le pagine dimenticate della nostra memoria, ci regala storie sconosciute che tanto lustro danno al nostro Molise e ai figli di questa terra, emigrati in ogni angolo del mondo”. Per Geremia Mancini: “Ricevere un riconoscimento nel nome di “Monongah”- ha dichiarato Geremia Mancini - rappresenta per me e la mia Associazione un grande onore, ed è stato emozionante riceverlo dinanzi a una sala ricolma di una gioventù molisana meravigliosa, attenta ed emozionata”.

Franca Nocera